Claudia Cardinale e Raoul Bova chiudono l’ICFF 2016 - ICFF - Italian Contemporary Film FestivalICFF – Italian Contemporary Film Festival

Claudia Cardinale e Raoul Bova chiudono l’ICFF 2016

TORONTO – Quando Claudia Cardinale ha fatto il suo ingresso all’Istituto Italiano di Cultura, il pubblico ha trattenuto il fiato, prima di dedicarsi al fascino latino di Raoul Bova, anche lui presente nella sala gremita. I due attori, in Canada per presentare all’Italian Contemporary Film Festival il loro ultimo film insieme, “All Roads Lead to Rome”, hanno infatti incontrato stampa e fan all’Istituto, per poi partecipare al Gala di chiusura del festival venerdì 17 giugno, durante il quale l’attrice ha ricevuto l’ennesimo riconoscimento, il Lifetime Achievement Award. In conferenza stampa aveva simpaticamente sottolineato: «Mi fa piacere ricevere i premi, intendiamoci, ma non so più dove metterli!».

 

Da sinistra, Maurizio Magnifico e Cristiano de Florentiis dell’ICFF, Raoul Bova, Claudia Cardinale, Alessandro Ruggera dell’IIC  e il console Giuseppe Pastorelli

 

Tra i tanti impegni a Toronto e nella Niagara Region, è stato proprio durante l’incontro all’Istituto che la coppia ha stupito e, inaspettatamente, divertito. I due sono mossi da un’immediatezza contagiosa e da un affiatamento genuino, assai più spontaneo del rapporto madre-figlio ritratto nel film. Assistiamo a siparietti spassosi (alla definizione di sex symbol attribuita a Bova, Claudia Cardinale esclama: «Chi, lui?»), ammiccamenti complici e una sorprendente complementarietà in risposte e atteggiamenti, per cui all’amabile loquacità dell’attore romano la diva contrappunta brevi sententiae e la sua risata inconfondibile, profonda e un poco roca. L’attrice settantottenne, infatti, ride e ridendo si trasfigura ogni volta, per un momento, nei personaggi che l’hanno resa celebre.

È forse il suo atteggiamento nei confronti della vita, il riso. Lo suggerisce lei stessa, definendosi “pazza” e un “maschiaccio”, motivo per cui si è sempre trovata a suo agio come unica donna sul set di molti film. E lo conferma rivelando il suo sogno d’infanzia, diventare esploratrice per vedere il mondo, sogno che, ammette, ha in realtà realizzato proprio attraverso la carriera di attrice.

La diva ripete più volte di essere una donna normale, che ha sempre vissuto senza guardie del corpo e senza montarsi la testa, affermazione incredibile che, in questa cornice, assume i toni di verità.

Dalle parole di Raoul Bova capiamo il privilegio di lavorare con Claudia Cardinale: «Girare con lei è stato meglio di tante scuole di recitazione; ho capito che a volte bisogna lasciarsi trasportare dall’energia e dalla volontà di sorprendere prima di tutto se stessi». A tal proposito, l’attrice stessa afferma che, ai giovani attori, consiglia innanzitutto di essere molto forti interiormente, per comprendere che davanti alla telecamera sei un altro, ma fuori dal set devi sempre essere te stesso. E Bova sembra aver interiorizzato questo insegnamento, dichiarando di non aver mai dato valore all’etichetta di sex symbol – le etichette, a suo parere, sono come i premi per Claudia, non sa più dove metterle – e che, per lui, è importante fare film che trasmettano allo spettatore un messaggio etico e sociale (come nel drammatico “La scelta”) o semplicemente rasserenante, come in “All Roads Lead to Rome”.

Semplicità e impegno, d’altronde, motivano anche la loro presenza al festival. Entrambi sono stati colpiti da come questa rassegna, alla sua quinta edizione, sia nata in pochissimo tempo dalla passione per il cinema italiano. «Un cinema che» – dichiara Bova – «deve essere sempre più visto e amato all’estero», e che fa risuonare, aggiungiamo noi, la risata, profonda e un poco roca, con cui affrontare l’altrimenti insostenibile leggerezza della vita e della storia.

 

Francesca Facchi

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